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ComunicazioniPubblicato il 30 luglio 2026

«Phänomena» 1984: la prima grande mostra interattiva

La mostra «Phänomena» è stata una delle prime grandi esposizioni scientifiche interattive in Svizzera. Organizzata per la prima volta nel 1984 sul prato dello Zürichhorn sul lago di Zurigo, nel 2026 ha fatto ritorno in forma ridotta a Dietikon. Volgiamo lo sguardo al passato con una retrospettiva sul fenomeno «Phänomena».

Dal 12 maggio al 23 ottobre 1984 sul prato dello Zürichhorn sulla riva del lago di Zurigo si è tenuta l’esposizione «Phänomena», una mostra interattiva che ha appassionato un’intera generazione, affascinando con i suoi esperimenti fisici svolti sul posto oltre 1,2 milioni di persone. «Phänomena» ha fornito spunti importanti per altre mostre interattive come per esempio il Technorama ed è considerata il precursore degli Science Center.

Il cuore di questa mostra dedicata alle scienze naturali era costituito da oltre 200 postazioni per esperimenti interattive, dove era possibile osservare e sperimentare direttamente in prima persona fenomeni fisici, ottici e acustici. Era possibile toccare con mano sul posto anche fenomeni degli ambiti della chimica, dell’energia e del magnetismo grazie a esperimenti condotti dal vivo.

L’ispirazione

«Phänomena» è stata preceduta da una fase di pianificazione e preparazione di due anni. Il suo ideatore fu il dott. h.c. Georg Müller, regista teatrale e fondatore dello Zürcher Forum. Il suo obiettivo era quello di avvicinare il pubblico ai nessi relativi a fenomeni naturali e tecnici in un modo nuovo e concreto, ponendo al centro dell’attenzione al posto di teche e pannelli espositivi esperienze dal vivo. Gli oggetti e gli esperimenti presentati nella mostra sono stati realizzati con il sostegno del PF di Zurigo, delle Università di Zurigo e Ginevra e della scuola tecnica superiore di Brugg-Windisch (oggi parte del campus della Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale FHNW).

Un’area espositiva molto varia

L’enorme area espositiva presentava numerose costruzioni temporanee e tendoni. Il simbolo di Phänomena era una torre di bambù a più piani visitabile, dell’altezza di 30 metri, costruita da 45 artigiani esperti provenienti dalla provincia cinese dello Yunnan nell’arco di diverse settimane. Nel tendone bianco adiacente le visitatrici e i visitatori potevano esplorare tutti gli ambiti della fisica sperimentale. L’azienda Schindler ha costruito per l’occasione un ascensore senza gravità alto 30 metri, nel quale i passeggeri potevano provare sulla propria pelle l’esperienza della caduta libera.

Un pianoforte ad acqua e bolle di sapone

Ad attirare particolarmente il pubblico sono stati soprattutto gli esperimenti con l’acqua, per esempio nel campo dell’idraulica e della meccanica dei fluidi e il pianoforte ad acqua sulla riva del lago, dove grandi pali telefonici colorati in legno, alle cui estremità erano montati corpi cavi di forma rettangolare, invitavano i visitatori a muoverli per azionarli con la propria forza e fare riecheggiare così suoni curiosi che sembravano provenire dal canto delle sirene dalle profondità del lago di Zurigo. L’inventore di questo pianoforte fu lo scultore Kuno Seethaler.

Un’altra attrazione particolarmente apprezzata fu la cupola di specchi composta da 20 pentagoni ed esagoni regolari che ricreavano la forma di un pallone da calcio rivestito di superfici specchiate, di cui era possibile visitare l’interno. Posizionandosi nel punto focale della cupola era possibile vedere la propria immagine riflessa circa 129 volte nello specchio.

Inoltre, nell’area esterna dell’esposizione i visitatori potevano, tra gli altri, azionare una macchina che rilasciava nell’aria bolle di sapone enormi.

Altre postazioni in Olanda, Germania e Sudafrica

Il successo della mostra ha poi portato «Phänomena» anche in altre località, tra cui Rotterdam, il Baden-Württemberg e Durban, in Sudafrica. In totale, questa mostra interattiva ha ospitato oltre 5 milioni di visitatori.

Phänomena 2026

Questa primavera la mostra scientifica «Phänomena» ha fatto ritorno dopo oltre 40 anni in forma ridotta in un campo a Dietikon, affrontando i temi attuali della robotica e dell’intelligenza artificiale. In realtà, dopo il successo dell’apertura a Dietikon, avrebbe dovuto fare tappa in diverse altre città svizzere, ma i responsabili hanno deciso di annullare il tour della mostra scientifica interattiva.

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