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ComunicazioniPubblicato il 18 ottobre 2021

Dall’acqua alta alla protezione contro le piene

Nel mese di luglio di quest’anno le piogge persistenti hanno provocato esondazioni di laghi e fiumi in tutta Europa. In Svizzera si è potuto evitare il peggio grazie a un sistema efficace di preallarme. La documentazione della Biblioteca Am Guisanplatz BiG offre una panoramica sui pericoli legati alle inondazioni e sulla storia della prevenzione contro le piene.

Le svariate settimane di pioggia di quest’estate hanno provocato un innalzamento critico dei livelli di fiumi e laghi. L’Aare ha registrato in parte valori superiori ai 405 metri cubi di acqua al secondo, ossia il secondo livello di pericolo di piene su un totale di cinque. A partire da 230 m³/s si supera il limite di piena. I livelli dei laghi dell’Altopiano hanno sfiorato i valori massimi per poi scendere solo lentamente. Le gallerie di scarico a Thun e Lyss sono state attivate.

Grazie a misure già consolidate come la disponibilità tempestiva delle forze d’impiego locali e le informazioni esaustive alla popolazione, è stato possibile evitare gravi danni. A partire dalle alluvioni del 2005 Confederazione, Cantoni e comuni dispongono di concetti migliori nel settore della protezione contro le piene.

Due alluvioni storiche: 1868 e 2005

In poco tempo nel 1868 si verificarono due eventi di precipitazioni intense. Il primo ebbe luogo in settembre colpendo i Cantoni Ticino, Grigioni e San Gallo e il secondo in ottobre in Vallese, Ticino e Uri. Si registrarono diverse inondazioni e molti fiumi strariparono. La grande alluvione del 1868 comportò un cambiamento di paradigma nella gestione delle piene e rese possibile le prime opere fluviali.

Dopo le esperienze di questa catastrofe naturale, il tema della protezione contro le piene fu discusso a livello di politica nazionale. Con un decreto sui sussidi, a partire dal 1871 la Confederazione mise a disposizione 100 000 franchi all’anno per costruire canalizzazioni di torrenti in tutte le zone di alta montagna. Nel 1877 fu emanata la legge federale sulla polizia delle acque (eidgenössisches Wasserbaupolizeigesetz) volta a promuovere la costruzione di protezioni e a disciplinarne la loro conservazione a livello di Confederazione.

Le intemperie del 2005, anno in cui si sono registrate le alluvioni che hanno provocato i maggiori danni dall’inizio delle relative misurazioni nel 1972, hanno innescato un’altra ondata di misure. Complessivamente si sono registrati danni per un totale di tre miliardi di franchi.

A metà agosto una bassa pressione sull’Adriatico ha provocato inondazioni e frane in Germania, Austria e Svizzera. Nell’Oberland bernese le strade sono state dilavate, presso il lago di Bienne l’acqua ha inondato diverse località e a Berna, il quartiere della Matte, è stato in parte sommerso da diversi metri di acqua. Complessivamente le alluvioni hanno provocato sei vittime.

In uno studio dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) sono state analizzate le cause e le misure dei queste alluvioni.

Protezione contro le piene oggi

In seguito alle analisi di questi eventi la Confederazione, i Cantoni e i comuni hanno preso le loro misure. Tra queste figurano sistemi di previsione e di preallarme, barriere mobili contro le piene come i tubi arancioni Beaver o la rimozione permanente di legname galleggiante dalle acque.

Nonostante l’enorme esperienza in materia di piene, non esiste una protezione completa contro i danni.

Oggigiorno una protezione esaustiva contro le piene deve tenere conto di due fattori: le zone rivierasche abitate e il cambiamento climatico. Le rive dei fiumi e dei laghi sono sempre a rischio di esondazione. Un clima più caldo può favorire forti rovesci in Svizzera.

Misure a lungo termine

Le carte dei pericoli servono a individuare le zone minacciate e a proteggerle nel modo adeguato. Costituiscono la base per la delimitazione delle zone di pericolo nei piani di utilizzazione e per la pianificazione di misure di protezione. Le differenti zone di pericolo sono contraddistinte con superfici colorate. Queste carte sono elaborate dai Cantoni secondo la legge federale sulla sistemazione dei corsi d’acqua e la legge federale sulle foreste.

I bacini di ritenzione e la rivitalizzazione di fiumi e ruscelli corretti o arginati costituiscono ulteriori misure di protezione contro le piene. I bacini di ritenzione permettono di ritardare il deflusso dell’acqua quando il coefficiente di deflusso raggiunge i valori massimi. La quantità di acqua viene fatta defluire a scaglioni in modo da sgravare le zone che si trovano a valle.

Le rivitalizzazioni mirano a rinaturare i corsi d’acqua e permettono di creare un ecosistema per piante e animali. Forniscono un contributo per una protezione contro le piene più naturale, lasciando più spazio all’acqua. Inoltre i corsi d’acqua rivitalizzati possono essere utilizzati come parchi ricreativi.

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