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ComunicazioniPubblicato il 23 dicembre 2019

Lothar: una tempesta invernale che ha mutato l’Altopiano svizzero

Vent’anni fa, la mattina del giorno di Santo Stefano del 1999, l’uragano Lothar colpì l’Altopiano svizzero con venti che superarono in parte una velocità di 170 km/h.

La tempesta provocò gravi danni in Svizzera, Francia e Germania. Edifici, infrastrutture e boschi furono duramente colpiti. Complessivamente persero la vita un’ottantina di persone, di cui 14 in Svizzera durante la tempesta e 15 durante i lavori di sgombero nei boschi. Lothar provocò danni per un ammontare di circa 1,78 miliardi di franchi svizzeri. La Biblioteca Am Guisanplatz dispone di letteratura specializzata, articoli di giornale e filmati su DVD relativi al tema.

Grande pressione atmosferica, enormi variazioni termiche

Il fenomeno Lothar rientra come la tempesta Vivian (1990) tra le cosiddette tempeste invernali a causa di una grande pressione atmosferica ed enormi variazioni termiche tra aria calda e aria fredda. L’uragano Lothar si formò sul Nord atlantico in una zona di forte bassa pressione e una zona frontale in espansione dall’Atlantico.

Superfici spazzate via

In breve tempo l’uragano trasformò persino i boschi secolari con grandi alberi in superfici brulle. In Svizzera furono fortemente colpiti dalla violenza dell’uragano l’Altopiano, le Prealpi e i territori della Svizzera centrale. Secondo un sondaggio della Direzione federale delle foreste (oggi UFAM) presso i servizi forestali cantonali la distruzione interessò circa 46 000 ettari di bosco o il 4,3% delle superfici boschive.

Anche gli edifici subirono danni importanti. La somma dei danni agli edifici in Svizzera ammontò a 600 milioni di franchi. Le strade e le linee ferroviarie furono interrotte da alberi caduti. A causa di interruzioni e di disfunzioni delle telecomunicazioni e dell’elettricità mezzo milione di clienti rimase per un lungo periodo senza elettricità. Una conseguenza indiretta dell’uragano fu l’infestazione di insetti scolitidi (bostrico).

Impiego dell’esercito e della protezione civile

I lavori di sgombero e ripristino dei boschi e delle infrastrutture furono eseguiti dai forestali, dalla protezione civile, mediante impieghi dell’esercito e da altre persone e organizzazioni. Nella prima fase il legno di noce fu tagliato da professionisti e successivamente si svolsero onerose operazioni di bonifica.

Nel frattempo sulle superfici iniziavano a ricrescere i boschi. Da quando si sono verificati gli uragani «Vivian» e «Lothar» l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL), l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) nonché altre istituzioni hanno svolto diversi studi. Gli insegnamenti tratti potrebbero essere d’aiuto per fronteggiare i danni in caso di nuove tempeste invernali. Una cosa è certa: forti tempeste si verificheranno anche in futuro. Per la prevenzione l’UFAM ha pubblicato il Manuale relativo ai danni da tempesta. È utile nel far fronte ai danni ai boschi provocati dalle tempeste.

Bibliografia raccomandata dalla BiG