Passare al contenuto principale

ComunicazioniPubblicato il 29 marzo 2023

100° anniversario dell’unione doganale con il Liechtenstein – l’inizio di una storia di successo

Il trattato che disciplina le questioni doganali tra la Svizzera e il vicino Principato risale al 29 marzo 1923. Nel suo dossier sull’argomento la Biblioteca Am Guisanplatz descrive come sono nati gli stretti rapporti tra i due Paesi.

Oggigiorno i legami tra la Svizzera e il Liechtenstein sono così stretti al punto che i due Paesi costituiscono quasi un’unità. Questa ampia interconnessione contribuisce alla prosperità economica di entrambi i Paesi. L’unione doganale esistente da 100 anni costituisce l’elemento fondamentale di questa stretta cooperazione.  

In precedenza il Principato, che esiste dal 1719, era orientato principalmente verso est. Come la maggior parte dei membri della loro dinastia, i sovrani del Casato di Liechtenstein soggiornavano in prevalenza nelle corti della monarchia asburgica o negli altri possedimenti della famiglia. Quasi nessuno conosceva il motivo vero e proprio per cui era principe.

Svizzera-Liechtenstein: un partenariato nato per necessità

Dopo la prima guerra mondiale, per via dell’unione doganale con l’Austria, il Liechtenstein si ritrovò però in gravi difficoltà economiche. L’inflazione galoppante mise gli abitanti in grave difficoltà. Il principe Johann II (1840-1929) decise quindi di interrompere la tradizione e di aspirare a una stretta cooperazione con la Svizzera anziché con l’Austria. Un vero e proprio sistema di trattati avrebbe dovuto comprendere accordi in ambito doganale, valutario, giuridico o postale (posta, telegrafo e telefono).

Successivamente il 10 novembre 1920 i due Paesi stipularono l’accordo sulle poste e la Posta svizzera espanse la propria attività verso il Liechtenstein. In seguito all’inflazione a cui si è fatto cenno, già nello stesso anno il franco svizzero divenne il mezzo di pagamento corrente in Liechtenstein. Ufficialmente il Principato lo introdusse solo il 26 maggio 1924 con il tacito consenso della Svizzera.

Liechtenstein come «Cantone» nella nuova unione doganale

Il trattato di unione doganale del 19 marzo 19223 entrò in vigore il 1° gennaio 1924. In sostanza prevedeva un’integrazione del Liechtenstein nel sistema doganale svizzero, ragione per cui si parla di un’adesione a quest’ultimo. Ciò significa che il Principato è trattato alla stregua di un Cantone e sotto il profilo giuridico è tenuto ad adeguarsi alle condizioni federali. Come risulta dalla versione vigente del trattato questa disciplina è ancora in vigore.

Il trattato originario prevedeva inoltre che la Svizzera si occupasse dei compiti doganali del Liechtenstein in ampia misura a proprie spese e sotto la propria responsabilità. Dal gettito derivante dai dazi doganali di entrambi i Paesi la Confederazione all’epoca versava un importo fisso di 150 000 franchi al Liechtenstein. Oggi la Confederazione distribuisce gli utili in base alla popolazione residente dei due Stati. Il Corpo delle guardie di confine svizzere si occupa della sorveglianza dei confini di entrambi i Paesi. A suo tempo era composto esclusivamente da cittadini svizzeri. Allora come oggi i cittadini del Liechtenstein tuttavia possono lavorare come doganieri.

La Svizzera protegge il Liechtenstein anche a livello militare?

Fino a oggi non esiste per contro nessun accordo tra i due Paesi in materia di difesa. La Costituzione del Liechtenstein prevede un obbligo di prestare servizio militare per gli uomini idonei a usare le armi, tuttavia dal 1866 il Paese non dispone più di forze armate proprie.

Un’eccezione è costituita dall’intervento dell’Esercito svizzero in caso di catastrofi o di incidenti gravi disciplinato dal 2006 dal trattato vigente. Per questa ragione nel 2013 l’Esercito svizzero e le autorità del Liechtenstein hanno svolto l’esercitazione KOMBI 13.

Bibliografia consigliata dalla BiG